LO STRESS dell’OSSO

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LO STRESS dell’OSSO

Messaggio Da Agre il Mer Lug 07, 2010 3:54 pm

LO STRESS
dell’OSSO
di Sergio Migliorini

La frattura da stress avviene quando si crea sull’osso uno squilibrio fra le sollecitazioni meccaniche
dovute all’allenamento e la resistenza ossea. Le ossa degli arti inferiori in un triatleta o in un podista,
sono sottoposte ad un continuo rimodellamento fra apposizione e riassorbimento.
Se lo stress è superiore all’abituale si crea un progressivo riassorbimento
delle lamelle ossee circonferenziali. Ad un certo punto l’osso
corticale (la parte situata all’esterno e in superficie) non è più in
grado di sopportare ulteriori sollecitazioni. Se il sovraccarico si riduce
l’osso si irrobustisce, altrimenti si crea una frattura da stress
dell’osso compatto della corticale. La frattura interessa cioè solo la
parte esterna dell’osso, e non tutto l’osso, come avviene in seguito
ad un trauma acuto, esempio una caduta in bicicletta.

TROPPO E SUBITO
Le probabilità di incorrere in questo infortunio sono molto alte
quando l’osso non dispone del tempo sufficiente ad adattarsi alla
variazione della quantità e qualità degli allenamenti (inizio della
pratica del triathlon, aumento improvviso del chilometraggio nella
corsa, corsa su terreni collinari, inserimento di lavori di qualità intervallati).
Chi inizia a praticare il triathlon dopo anni passati a nuotare
in piscina è ad elevato rischio di incorre in una frattura da stress
agli arti inferiori, perché ha bisogno di più tempo per adattarsi agli
impatti della corsa. L’ideale sarebbe praticare anche in giovane età
tutte le discipline, inserendo anche ai giovani nuotatori delle sedute
di corsa.

I FATTORI PREDISPONENTI
La scarpa d’atletica ha la sua importanza nel favorire l’instaurarsi
di una frattura da stress : quando è consumata l’intersuola per
i troppi chilometri effettuati (va normalmente cambiata ogni 700
km), quando è inadeguata al tipo di appoggio, quando viene usata
inopportunamente una superleggera correndo ad andature troppo
lente. La forma dell’osso è un importante fattore predisponente, in
particolare la tibia vara ha un carico esagerato medialmente nella
parte più curva.

LE OSSA PIU’ INTERESSATE
Qualsiasi osso degli arti inferiori può subire una frattura da stress
oltre al bacino. Negli arti superiori le localizzazioni sono estremamente
rare. Femore, tibia, perone, calcagno, metatarsi, e branca
ischio pubica sono le localizzazioni più frequenti.
Sono estremamente gravi per la loro evoluzione le fratture che interessano
testa o collo del femore, per la loro difficoltà a consolidare
in maniera valida e in tempi ragionevoli.

LE DONNE SONO PIU’ A RISCHIO di incorrere
in una frattura da stress. Negli sport di resistenza l’incidenza delle
frattura da stress è pari a circa il 50% delle atlete con amenorrea,
contro il 17% dei casi delle atlete con un ciclo mestruale normale.
Lo squilibrio ormonale è presente in almeno il 50% delle adolescenti
e delle donne che praticano endurance.
Sono i bassi livelli di estrogeni a portare alla demineralizzazione
dell’osso corticale e trabecolare, tanto che le atlete ventenni con
amenorrea e bassi valori di estrogeni hanno una densità dell’osso
inferiore alle donne cinquantenni in menopausa.
Se l’atleta ha poi disturbi dell’alimentazione motivati da problemi
psicologici o dal timore di essere in soprappeso, la triade amenorrea,
osteoporosi e disturbi alimentari è un potentissimo terreno
fertile per questo infortunio.
E’ opportuno a questo proposito che venga eseguito periodicamente
nelle ragazze a rischio una densitometria ossea MOC femorale
e lombosacrale.

LA DIAGNOSI richiede accertamenti radiologici specifici
perché la normale radiografia diventa positiva e non in tutti i casi,
solo dopo 3 settimane dalla frattura. La TC e la RMN sono molto più
valide particolarmente se eseguite da radiologici esperti di questo
tipo di infortunio. Se la RMN è più efficace nell’evidenziare l’iniziale
formazione della frattura da stress, la TC ci fornisce dopo alcuni
mesi una immagine più chiara dell’evoluzione della frattura.

LA TERAPIA richiede il rispetto del riposo nella corsa per
almeno 4/6 settimane. Alcune fratture da stress necessitano addirittura
di 6/12 mesi per arrivare a consolidazione. Normalmente
è possibile continuare gli allenamenti nel nuoto e nel ciclismo. Per
accelerare la formazione del callo osseo sono utili le applicazioni
delle onde elettromagnetiche per molte ore normalmente la notte,
e in alcune selezionate sedi le onde d’urto. Se dopo 6/8 mesi non
si ancora formato un adeguato callo osseo è possibile in alcune
localizzazioni intervenire chirurgicamente con osteosintesi o “curettage”
e innesto osseo. Per tutti è opportuna l’integrazione con
calcio e vitamina D, mentre nella donna in caso di alterazioni del
ciclo mestruale è opportuna l’assunzione della pillola e anche dei
farmaci idonei a contrastare l’osteoporosi.
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